“Sorpasso” ~> Roma

Da non credere ma, dopo non so più quante telefonate per cercare di prenotare un misero tavolino da due…siamo riusciti nel nostro intento e ovviamente non potevo che scriverci una piccantissima recensione!!

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I proprietari del Passaguai ci hanno visto lungo…
Anni fa passavo le serate invernali tra donne nel piccolissimo Passaguai…era un modo di stare insieme e spettegolare in un ambiente intimo e differente da ciò che si trovava in giro, mangiando dei piatti di ottima qualità, che ancora oggi non si trovano così facilmente…e quindi via a fantastiche zuppe, taglieri di formaggio e prosciutto con tanto di descrizione accurata da parte dei camerieri e un ordine ben preciso per iniziare ad assaggiare, passando per carpacci di ogni genere e tortini a volontà!

I proprietari hanno una tenuta in Umbria e questo rende loro possibile l’intento di servire prodotti della terra, controllandone personalmente il percorso fino ai nostri piatti!

E da li l’idea geniale…aprire un altro ristorante, puntando su tutta quella clientela che tornava e tornava al Passaguai ma che, essendo troppo piccolo, non poteva essere sempre accolta!

Esattamente sulla parallela del primo, ecco che in via Properzio, 31 (zona Prati) nasce il Sorpasso, più spazioso e più moderno ma con piatti molto simili e stessa voglia di stupire con prodotti genuini!

Il locale si caratterizza subito per le pareti intere ad uso cantina e da splendide finestrelle rialzate da dove poter spiare la cucina e il volto di chi cucinerà ciò che andremo a mangiare!

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Ed eccoci al nostro “sudatissimo e combattutissimo” tavolino… All’esterno del ristorante ci attende una folla simile a quella di Ponte Milvio nelle giornate migliori!

Subito dentro, al bancone si servono bicchieri di vino (da scegliere tra quelli accuratamente segnalati sulla lavagna appena dietro il bancone) e cocktail agli ospiti che sono li o perché non hanno trovato un posto per cena ma non si danno per vinti e almeno per il loro aperitivo e/o post cena devono assolutamente esserci o semplicemente perché conoscono il posto e adorano il vino e quindi sanno che nella loro cantina c’è scelta per tutti!
Non so se sia voluto, ma i camerieri/chef/proprietari sono tutti rigorosamente uomini…fa più scena? scelta di stile? lavorano meglio o di più? Vabbè dai quest’ultima, anche se impossibile, l’ho buttata li solo per non pensar male… :p ma fatto sta che anche questa scelta è azzeccatissima perché ognuno di loro è attento alle minime richieste e tratta chiunque con gentilezza accogliendoti con un sorriso che, a volte, si rivela essere l’ingrediente principale del successo!

Comunque, ordiniamo…
Antipasti: taglieri…mmm adoro i taglieri e visto che il mio fidanzato non è da meno, ne ordiniamo due, uno di prosciutto che va dal Jamon Iberico de Bellota – Pata Negra al Prosciutto di Cinta Senese passando per il Prosciutto di Norcia, e uno di formaggi in cui troviamo, per la nostra felicità una varietà che va dal Blu al ramandolo del Friuli-Venezia Giulia al Bucchero Infossato delle Marche.
Scegliamo a seguire uovo all’occhio di bue con tartufo per me e Pappardelle con sugo di coda per G.
E qui però devo fare un appunto, altrimenti sarebbe un elogio più che una recensione… Nell’ uovo mancava completamente il sale, infatti anche la ragazza al tavolo accanto ne ha chiesto un po’ e il tartufo non era molto saporito (sapete ormai la mia passione per questo alimento quindi mi aspetto sempre il meglio!). Le pappardelle invece erano davvero intense e con la giusta quantità di sugo per assaporare sia la freschezza della pasta che il sapore forte della coda.

Chiudiamo in bellezza con la famosa torta di cioccolato e pere (famosa almeno per me, perché al Passaguai era un cult ) e nonostante la presentazione fosse un pò troppo semplice il sapore era esattamente quello che mi ricordavo…un giusto equilibrio di sapori e consistenze che ha soddisfatto persino la Signora accanto a noi che, a detta sua, cucinava da una vita!

Beh cosa aggiungere? Ah si giusto il prezzo…al menu sopra elencato aggiungete due calici di vino e calcolate 35€ a persona, non male per mangiar bene, sano e con stile no?

Spero di aver soddisfatto la vostra curiosità e vi lascio un consiglio spassionato: prenotate con largo anticipo e non fate tavolate troppo grandi, max 6 persone, MA… ANDATE ANDATE E ANDATE!!!

“Zero” ~> Roma

Chi andrebbe in un ristorante per mangiare con il meno calorie possibili?
Non lo avrei mai detto, ma la risposta è: IO!

10348987104e899c358dbe8_largeAlmeno dopo aver provato questo piccolissimo ( 6/8 tavoli) ristorante in viale Liegi a Roma.

Una coppia di amici ci dice di andare a cena in un posticino carino che si chiama Zero… Mai sentito…eppure è vicino casa…eppure dalle recensioni sbirciate su internet sembrerebbe molto interessante…
A lei piace mangiare e non è mai stata interessata alle diete, quindi ci fidiamo della scelta ad occhi chiusi!!

Prenotiamo l’ultimo tavolo disponibile all’interno (ebbene si anche se siamo in pieno Dicembre la veranda esterna attrezzata con i funghi, ospitava praticante lo stesso numero di persone che l’interno!!!) e iniziamo a studiare il menù…

Si capisce subito la filosofia: mangi ciò che ti piace, dall’antipasto al dolce, senza sentirti in colpa… non ci sono soffritti ,le cotture sono alla griglia, al vapore o con il wok, ed inoltre trovi scritto le calorie esatte del piatto che stai per mangiare…semplicemente geniale!!

Tra gli antipasti scegliamo:
Tartare di tonno su dadolata di mele decisamente abbondante e molto saporita!
Rolls di salmone presentati come nei migliori ristoranti giapponesi…
Zuppa di riso, zucchine e yogurt aromatizzata al tandoori che era la fine del mondo…anche solo per la presentazione…servita su una splendida casseruola bianca con coperchio che una volta aperta, ti avvolgeva in un profumo infinito…
Polpo servito in un trionfo di colore tra patate, fagiolini e pomodorini… Una delizia per il palato e per gli occhi!!

Passiamo ai primi piatti:
Pennette al salmone con spolverata di cannella…si avete letto bene, proprio la cannella…ero un po’ titubante anch’io ma, una volta assaggiata, ho praticamente rubato mezzo piatto al mio fidanzato!! 🙂
Ragazze io ho una ricetta di pennette al salmone (grazie corso di cucina CondonBleu di Roma) che mi gioco ogni volta che voglio fare bella figura in una cena, che questa volta ha rischiato di perdere il primo posto!!
Tonnarelli al tonno…ovviamente non potevano essere da meno sulla particolarità degli ingredienti e quindi perché non cucinarli in un mix di carote e zucchine e insaporirli con maggiorana e limone?!? Ottimi!!

Per i secondi piatti vi farò sapere…(tanto ci tornerò molto presto!) …purtroppo e/o per fortuna le porzioni decisamente abbondanti ci hanno concesso solo di dividerci tra tutti una Carrot Cake sfiziosa e decisamente extra rispetto al menù “light”!!!

Costi nella media : 30€ pp

“Pastificio San Lorenzo” ~ Roma

“Diffidate delle diete, una salute conservata con una dieta troppo severa è come una noiosa malattia”

(cit. Montesquieu dal film “La cuoca del Presidente”)
Eccone un altro, uno di quei ristorantini che sembrino solo dire PRENOTA un tavolino dai!!! 😀pastificio-san-lorenzoQuesta volta mi ritrovo nella cara San Lorenzo che da qualche anno non si fa parlar dietro e ci invita in questo splendido Ristorante chiamato Pastificio in Via Tiburtina 196.
Entri e la tua attenzione viene subito catturata dal lungo bancone sullo sfondo della sala…qualche sgabello davanti e i baristi subito pronti a prepararti un cocktail e/o un calice di vino se devi aspettare qualche minuto per essere accompagnato al tavolo.
Il locale è tutto bianco con mille faretti che scendono dal tetto creando quell’ atmosfera che va dal moderno al tradizionale senza tralasciare nessun dettaglio… 🙂

Ma parliamo del menù ragazzi, qui tutto è ricercatissimo, qui tutti i prodotti sono selezionatissimi ma soprattutto qui si punta 5a9eca6f-f25e-4ec9-a2cc-f3d9605eba14sulla QUALITÀ… e direi FINALMENTE qualcuno che si ricorda che esiste anche quella oltre all’ impiattamento e ai paroloni che il più delle volte sono utilizzati solo per mascherare il vero prodotto che c’è nel piatto!
Ordiniamo e tempo due minuti ci solleticano lo stomaco (solleticano perché, non so voi, ma io arrivo sempre al ristorante con una voragine nello stomaco!!!) con un bocconcino-ino-ino di un mix di sapori di cui vorresti avere la ricetta o quanto meno il vassoio intero!

Questa volta eravamo solo in due e dando retta a Montesquieu non ci siamo minimamente fatti problemi di dieta e simili idee…

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Iniziamo con una tartare di mare lui e un cappuccino io… Ebbene si un cappuccino,

l’aspetto almeno era davvero quello del caro e vecchio “cappuccio”, ma poi infilando il cucchiaino si trova un trionfo di uovo funghi e tartufo… mmmm io ADORO il tartufo e questa combinazione gli rende davvero giustizia! 😉

E passiamo ai primi… Dal menù scegliamo le Linguine con ricotta, bottarga e limone mentre tra i piatti del giorno una tradizionale ma rivisitata cacio e pepe con tartufo! (Ed ora indovinate qual’è il mio piatto tra i due…! 🙂 )

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Ogni ingrediente sembrava esistere solo per sposarsi con gli altri e questo grande Chef ci ha regalato davvero un matrimonio di sapori unico!

Ovviamente vista la fornitissima cantina abbiamo accompagnato il tutto con due calici di Chardonnay cercando infine di digerire la mangiata con due amari Montenegro.
Abbiamo pagato 40€ pp ma non ci siamo risparmiati proprio niente quindi direi che di media si può stare tranquillamente nei 30€.
La prossima volta mi troverete al bancone…non vedo l’ora di provare l’aperitivo! 🙂

Vellutata di broccoli, pancetta e pecorino

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Ingredienti:
un mazzo grande di broccoli

1 vaschetta di pancetta affumicata in dadini

pecorino q.b.

500 ml di latte

2 fettine di pane in cassetta

1/2 scalogno

sale, pepe, olio, aceto balsamico e prezzemolo q.b.

 

Procedimento:

Dividete il mazzo di broccoli in cimette e mettetele a bollire in abbondante acqua salata.

unnamed (1)Nel frattempo, dedicatevi al soffritto di scalogno, una volta cotto toglietelo e nello stesso olio saltate i dadini di pancetta.

Una volta pronti, scolateli in un pò di carta da cucina per eliminare l’olio in eccesso e metteteli da parte per guarnire il piatto successivamente.

Fate saltare nell’olio rimasto i broccoli già lessati e aggiungete sale e pepe q.b.

A metà cottura aggiungere il latte e riducete in vellutata il tutto con il frullatore ad immersione.

Continuate la cottura a fuoco lento per circa 15/20 minuti.

Tagliate il pane in cassetta in striscioline, condite con olio e aceto balsamico e infornate fino a doratura.

Impiattamento:

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Avete mille opzioni per impiattare la vostra vellutata e dedicarle una foto per il vostro album di cucina…

Ecco la mia versione:

Versate la vellutata in un’apposita ciotola, creare una prima riga con la pancetta e poi una seconda con il pecorino, un giro di olio e guarnite con due striscioline di pane abbrustolito e una fogliolina di prezzemolo.

 

 

E vi lascio come sempre con le altre idee rubate sul web per avere delle alternative:

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With love!

Food on a stick : idea per un antipasto splendido e delizioso!

Patatine, noccioline e cose simili sono banditi dalla mia cucina quando si tratta di ospiti… quindi…

cosa mi invento questa volta come antipasto?

Il “food on a stick” fa sempre scena, ma se oltre ad essere carino è anche delizioso? e se rivisitassimo un abbinamento classico della cucina romana come il prosciutto e fichi?! 😀

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Un’idea semplice e velocissima e un abbinamento che arricchisce la tradizione senza stravolgerla completamente.

Prendete degli stecchini da cucina e abbinate nell’ordine che preferite questi ingredienti:

  • Prosciutto crudo
  • Fichi ( approfittate finchè si trovano ancora i “settembrini” che sono dolcissimi!)
  • Mozzarelline
  • Basilico fresco

Quando avrete scelto l’ordine preparate i vostri stecchini e scegliete il piatto dove servirli.

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Conservateli in frigorifero fino all’arrivo degli ospiti e poco prima di servirli, date un ultimo tocco con dell’aceto balsamico, magari come il mio, aromatizzato al miele…squisito! 😉

Alla prossima!

With love

J.

Quando la lasagna diventa gourmet!

Cena per 8 persone, quindi tutti i miei cognati con le rispettive mogli a casa nostra e tocca decidere il menù…

Qualcosa di non troppo pesante perchè è estate e fa caldo, qualcosa di non troppo particolare perchè non puoi azzeccare i gusti di tutti e qualcosa di non troppo classico perchè altrimenti mi demoralizzo subito…

Idea… perchè non rendere più appetitoso, anche solo per la vista, il classico piatto italiano? Ci sto! Lasagna sia… ma ovviamente in chiave gourmet! 😉mom-was-always-right-usually-happy-mothers-da-L-5olLZF

E mi viene in mente un articolo letto un pò di tempo fa su tutti i piatti che si potevano preparare nel classico stampo per muffin… perchè no? utilizziamolo anche per la lasagna e vediamo cosa esce fuori!

E qui devo fare un appunto… Santa Mamma che ne sa una più del diavolo! Appena sente la mia idea mi propone di fare una prova il giorno prima, perchè io ero davvero convinta bastasse una spennellata di olio e/o farina nello stampo per non far attaccare, mentre lei insisteva per la carta da forno! Beh, fortunatamente sono testarda ma abbastanza previdente per accettare la proposta e ne preparo due al volo il giorno prima della cena. Il risultato è abbastanza ovvio non credete? Le ho già detto che aveva ragione lei, non fatemelo ripetere ancora… 😀

Preparo la besciamella e il ragù e inizio a tagliare quadratini di carta da forno e di sfogliavelo Giovanni Rana http://www.rana.it/it/prodotto/elenco/fogli-per-lasagna/

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Inizio quindi a comporre le mini lasagnette come avrei fatto in quella tradizionale: Carta da forno, sfogliavelo, salsa di pomodoro, besciamella e poi si ricomincia con il secondo strato da terminare con una bella spolverata di Parmigiano Reggiano http://www.giansantidimuzio.it.

A questo punto sono pronte per essere infornate e la notizia più bella di questa preparazione è che basteranno 15/20 minuti di forno, quindi potete tranquillamente infornarle quando inizierete a mangiare l’antipasto! 😉

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Che ve ne pare? Non sono deliziose?

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Bon appetit!

Julia

Come with me to Paradise: Parmigiano Reggiano GDM

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Ok lo ammetto sono letteralmente pazza per il Parmigiano, quello vero però!

Quello che puoi comprare direttamente dal produttore, quello che passa direttamente dal caseificio al negozio e quindi nelle nostre buste e quello di cui si attende il taglio della forma per essere sicuri al 100% della sua riuscita!

Il weekend scorso ho trascorso 3 giorni tra Milano per la Fiera Tuttofood e e Parma nel caseificio Giansanti Di Muzio www.giansantidimuzio.it e, oltre ad essere tornata con un paio di chili in più ho incontrato persone che amano il proprio lavoro e che non vogliono essere scambiati per “Aziende” che fanno tutto in serie, ma per quello che sono, dei veri produttori prima di essere venditori…

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Si perchè il Parmigiano ormai è spesso confuso con il Grana Padano (male minore forse), con il mix di grattugiato (che non voglio nemmeno sapere cosa ci sia realmente dentro) e se ci spostiamo all’estero persino con il “Parmesan” che il più delle volte è tutto tranne che Parmigiano Reggiano, anche se lo fanno pagare anche di più visto che è un prodotto “italiano”! :O

Il Parmigiano può essere prodotto solo con latte proveniente dalle province di Parma, Modena, Reggio Emilia e parte di quella di Mantova e Bologna. E’ qui che il terreno, gli allevamenti e delle combinazioni ambientali specifiche permettono la produzione del pregiatissimo latte che rende il Parmigiano Reggiano un prodotto inimitabile.

Pensate che per produrne una forma, che pesa mediamente 38 kg, sono necessari 570 litri di latte e tanto tanto lavoro degli esperti casari che si tramandano questo antico mestiere.

In poche parole il procedimento è questo:

Il latte passa la sera direttamente dalla mungitura alle vasche del caseificio. Il mattino successivo se ne inizia la lavorazione. Da qui si passa nelle caldaie a doppio fondo per la vera trasformazione del latte in Parmigiano Reggiano.DSC_1060

La massa così ottenuta viene poi avvolta in una tela e introdotto in uno stampo di legno o metallo ( fascera ) per assumere la forma che conosciamo.

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Terminato anche questo passaggio, la forma è pronta per la salatura per circa 3 settimane. IMG_8912Si passa quindi un breve periodo al sole per rassodare la crosta e quindi finalmente  in magazzino di stagionatura.

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Da questo momento inizia il lungo periodo di stagionatura, dove si fanno controlli ogni 15 giorni.

IMG_8847Al termine dei 12 mesi ci sarà un controllo da parte dei tecnici caseari che, con il metodo della “battitura”, ne stabiliscono la qualità e se ritenuto conforme si procede alla marchiatura a fuoco.

Su ogni forma infatti, se approvata, viene impressa a fuoco su tutta la fiancata, la sua marchiatura tradizionale, da cui poterlo riconoscere. Quindi non fatevi ingannare, se non è presente la scritta bucherellata Parmigiano Reggiano sulla “crosta” non si può chiamare tale e quindi, oltre a non sapere cosa state mangiando, è inutile pagarlo tanto!! 😉

Mi raccomando la marchiatura è presente in ogni singolo pezzo, anche su quelli di piccola dimensione…

Inoltre udite udite… Il Parmigiano Reggiano non contiene lattosio! Quindi via libera al vostro frigorifero, anche se siete intolleranti o semplicemente non lo digerite bene! 😉 Pensate che tra le varie ricerche su questo prodotto ho scoperto che il 95% dei cinesi sono intolleranti al lattosio quindi per loro il Parmigiano è praticamente un toccasana!

In sostanza il Parmigiano Reggiano viene considerato l’alimento più completo dopo il latte materno. Ricco di calcio, fosfoo e sali minerali mette d’accordo tutti, gastronomi medici e dietisti che lo prescrivono nelle diete di tutti; perfetto per condire le pappe dei bambini e utile nelle diete dei più anziani per le sue caratteristiche nutritive eccellenti.

Siete degli sportivi? E allora è adatto persino a voi per via delle sue caratteristiche nutrizionali riconosciute dai migliori preparatori atletici.

Insomma come si fa a non amarlo? Non chiedetelo a me!!! 😀IMG_7727

Vorrei lasciarvi con qualche utile consiglio del casaro Giorgio dell’azienda agricola Giansanti Di Muzio:

  • Una volta aperto, conservatelo nella parte bassa del frigorifero avvolto in un canavaccio da cucina o in carta da forno per non disperdere il sapore ed evitare la formazione di muffa.
  • Scegliete la stagionatura in base all’utilizzo che ne volete fare. Per cucinare sarà sufficiente un 12/24 mesi mentre per assaporare al meglio il suo sapore più intenso il 36 mesi sarà perfetto anche mangiato da solo.
  • riconoscete un ottimo parmigiano per la granulosità che è una delle sue caratteristiche principali, più risulterà granuloso al palato e migliore sarà il prodotto che avete acquistato.
  • predilige vini rossi corposi e spumanti brut
  • per i più coraggiosi: provatelo con rum e cioccolato… sembra sia una combinazione di sapori da veri gourmet!

Non mi rimane che suggerirvi un paio di semplicissime idee in cucina:

  • Tortino di carciofi, sale, pepe, panna, uova e Parmigiano Giansanti Di Muzio

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  • Cestini di Parmigiano da riempire a piacere per un antipasto e/o un aperitivo tra amici.

Spolverate del parmigiano grattugiato su della carta da forno in una forma circolare abbastanza spessa, passate al microonde per qualche secondo e appena li tirate fuori poggiateli sul retro di un bicchierino per dargli la forma del cestino. Appena di raffredderanno saranno pronti per essere riempiti con ciò che preferite, da una semplice insalatina per i più tradizionali a delle fragole per chi ama i contrasti forti.

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Alla prossima!

J.